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Il coronavirus ha portato conseguenze gravi per tutti, riaprire la nostra pizzeria è per noi un gesto di coraggio e di responsabilità. Acquista un buono pasto se pensi di venire a trovarci nei prossimi mesi! 

Gastronomia

Pizzeria

PIZZA-STORY  O L’EPOPEA  DELLE  TRE  P  PERDUTE

P COME PASSIONE

Occuparsi di pizza non è per noi solo un buon affare, che ancora mantiene le sue onorate postazioni belliche nella trincea di questa crisi senza precedenti.
Ma è qualcosa che ha a che vedere con i battiti del nostro cuore. La prima P perduta che vogliamo ritrovare è di colore rosso come la passione.
Passione per le nostre radici e per la nostra storia che ha sempre espresso un dna ingegnoso e creativo, per il quale miseria, svantaggio o le più ostiche condizioni intorno a sé non sono mai state problema insormontabile, al contrario leva dell’ immaginazione sana, quella che usa la fantasia non per fuggire dalla realtà ma per affrontarla. Così nasce ogni forma laboriosa e artistica e così nasce anche la pizza, geniale sintesi degli elementi poveri e necessari alla vita, quali il grano, biondo e robusto, che morendo genera la soffice farina, e l’acqua, madre e sorella dei sassi, delle piante, degli animali e degli umani. Impasto vivo e misteriosamente animato, che dalla stessa provvida fantasia manipolato si fa quasi esso stesso piatto, scodella, recipiente da gustare insieme al contenuto apparecchiato sopra di lui, come innanzitutto pomodoro e mozzarella e via via tutti i profumi e i colori della dieta mediterranea.

P COME PERFEZIONE

La seconda P è bianca come la schiuma del latte appena munto, fedele e perfetta come la neve che protegge la metamorfosi del chicco di frumento. Semplicità è perfezione, perfezione è semplicità.
Le cose perfette sono inimitabili e trasversali, amate da tutti, ricchi e poveri, grandi e piccoli. E il loro segreto è la semplicità, che non vuol dire faciloneria e gioco a casaccio ma rigore assoluto nella ricerca dell’essenza e nella fedeltà alla sua origine. Così è per l’amatriciana,  l’O di Giotto e le sue storie dipinte dove puoi toccare con un dito il cielo azzurro lapislazzulo, lo stesso blu dipinto i blu delle canzoni di Modugno. Così è anche della pizza. Se vuoi che esca dalle tue proprie mani come uscì da quelle di Don Raffaele Esposito, l’inventore della pizza Margherita, devi lasciare andare i tuoi sensi alla sua sequela. È lei, solenne regina come colei che decretò la sua gloria, a darti tutte le informazioni necessarie per leggere il suo cammino di lunga lievitazione e ad ordinarti di:
non tradirlo, sempre se vuoi veramente essere suo discepolo e cortigiano. Se vuoi che ogni pizza sfornata sia una festa della vita, del cibo sano e del rispetto e della cura verso il prossimo. Se infatti impareremo a far prevalere la logica della passione su quella del profitto, non violenteremo i nostri impasti vivi e pulsanti per sfornare più pizze e fare più incasso, ma li attenderemo fino alla loro maturazione. Fin quando diventeranno quelle corpose ma insieme leggere scodelle da divorare con gioia insieme alla sinfonia dei ghiotti sapori che da esse amorevolmente traboccano.

P COME POPOLO

Nella nostra Pizza-Regina con il rosso e il bianco finalmente troviamo anche il verde. La terza P ha il colore intenso e odoroso del basilico, il sapore deciso del minuto prezzemolo e il timbro inconfondibile dell’origano.
Essa è il profumo imperdibile della speranza che la nostra Italia ritrovi la strada. Ripunti sulle sue eccellenze, riscommetta sulle sue radici grondanti bellezza e bontà. Ricordando il tempo in cui ci appartenevamo l’un l’altro e la parola “popolo” non era un’astrazione ma un caldo e motivante abbraccio. Che la nostra Pizza-Regina ci guidi alla riconquista dei nostri ricordi, formando giovani e meno giovani alla sua scuola di altissima scienza del buon cibo e della vita vera.
AH…DIMENTICAVAMO! UNA REGINA DEGNA DEL SUO RANGO DEVE AVERE UN CORTEO!!! In prima fila le sfere del gusto per antonomasia, le olive ascolane, nostro vanto e fiore all’occhiello (fatte a mano secondo la più antica delle ricette tradizionali), insieme ad una valanga di supplì, arancini, crocchette e fritti vari, tutti orgogliosamente artigianali…e poi morbide mattonelle di lasagne sugose e arditi polletti dorati e primi e secondi saporiti e sani insieme ad un arcobaleno di verdure fresche (nessuno dei nostri prodotti è congelato!)e per chiudere questa nostrana danza del ventre una peccaminosa pizza al cioccolato e dolci casalinghi a perdipancia!

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